IL DOMINIO ITALIANO SULLA DANCE CULTURE DEGLI ANNI '80

FRANCESCO CATALDO VERRINA

"Quando ho pensato di scrivere questo libro dedicato all'Italo-Disco avevo gia' commesso anch'io, come tanti, l'errore di guardare il fenomeno con distacco, dall'alto verso il basso e con il sussiego di chi ancora pensa che sia stato solo un prodotto liofilizzato con data di scadenza, ricavato per essiccazione dalla piu' nobile e genuina disco music di marca statunitense, legata al sudore e alla sofferenza degli Afro-Americani, che in prima istanza aveva portato i "neri" fuori dal ghetto, facendoli partecipare a pieno titolo al lauto banchetto del sogno americano, affrancandoli dalla lagnosa autocommiserazione del Soul e dalla schiavitu' separatista delle race records."

"Gli Americani, come ricorda Mauro Malavasi, quando si recava al Power Studio di New York per la rifinitura dei suoi pezzi, la chiamavano "Fellini-Music", epiteto di certo piu' nobile, ma sicuramente fuorviante, anche perche', alla fine degli anni '70, gli Americani conoscevano dell'antico idioma italico solo le parole: Fellini, pizza, spaghetti, Mastroianni, mandolino, mafia, Cinecitta', gondola e poche altre, cosi' come in buon parte dei paesi europei. Non oso pensare, se a qualcuno fosse venuto in mente di chiamarla  disco-mafia"..."

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ITALO DISCO  STORY

...anche con l'italo disco abbiamo gettato lo sguardo oltre la staccionata, pensando che certi prodotti "estranei", inglesi o tedeschi, fossero migliori, mentre gruppi come i Pet Shop Boys non hanno mai negato il tributo ispirativo e il pedaggio che dovrebbero pagare alla dance italiana. Al contrario noi l'abbiamo occultata per lunghi decenni, nascondendola come la polvere sotto il tappeto, mentre all'estero continuava a proliferare per partenogenesi, rigenerandosi ad ogni stagione, sottomettendo adepti e seducendo estimatori a vario titolo..

Se provassimo a chiedere che cosa sia l'italo-disco a un DJ spagnolo o tedesco, egli menzionerebbe subito una determinata tipologia di brani dance, capaci di coniugare una melodia facile, un cantato orecchiabile e ripetitivo, un suono futuristico, talvolta spaziale e arioso ed un ritmo regolare con forte propensione al ballabile, ricamato da semplici effetti creati con sintetizzatori, drum-machines,  vocoder e sequencer polifonici di prima generazione.

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